martedì 14 dicembre 2010

lunedì 13 dicembre 2010

Nessun uomo è un uomo qualunque

Claudio Lolli
o ti racconto lo squallore di una vita vissuta a ore, di gente che non sa più far l'amore.
Ti dico la malinconia di vivere in periferia, del tempo grigio che ci porta via.
Io ti racconto la mia vita il mio passato il mio presente, anche se a te, lo so, non importa niente.
Io ti racconto settimane, fatte di angosce sovrumane, vita e tormenti di persone strane.
E di domeniche feroci passate ad ascoltar le voci, di amici reclutati in pizzeria.
Io ti racconto tanta gente che vive e non capisce niente alla ricerca di un po' d'allegria.

Io ti racconto il carnevale, la festa che finisce male, le falsità di una città industriale.
Io ti racconto il sogno strano di inseguire con la mano un orizzonte sempre più lontano.
Io ti racconto la nevrosi di vivere con gli occhi chiusi, alla ricerca di una compagnia.
Ti dico la disperazione di chi non trova l'occasione per consumare un giorno da leone.
Di chi trascina la sua vita, in una mediocrità infinita con quattro soldi stretti tra le dita.
Io ti racconto la pazzia che si compra in chiesa o in drogheria, un po' di vino un po' di religione.

Ma tu che ascolti una canzone, lo sai che cos'e' una prigione? Lo sai a che cosa serve una stazione?
Lo sai che cosa è una guerra? E quante ce ne sono in terra? A cosa può servire una chitarra?
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti, e continuiamo a dire e così sia.
Lo sai che siamo tutti morti e non ce ne siamo accorti, e continuiamo a dire così sia

domenica 12 dicembre 2010

Wilder

Billy Wilder
Mi piacerebbe vedermi una di quella commedie sofisticate di Billy Wilder, anzi, di più, mi piacerebbe vedermi dentro una di quelle commedie, magari in: "Cosa è successo tra mio padre e tua madre?"; come Jack Lemmon essere sedotto dalla morbidezza, dal languore e dalla gaudente accidia del mediterraneo, del sud e lasciarmi andare a passioni placide, innocue e rigeneranti.

martedì 7 dicembre 2010

La vita agra

Luciano Bianciardi
io non cammino, non marcio: strascico i piedi, io, mi fermo per strada, addirittura torno indietro, guardo di qua e guardo di là, anche quando non c'è da traversare. Sorpreso in atteggiamento sospetto, diceva appunto al telefono quel maresciallo della buon costume, dopo che mi ebbe fermato, caricato sul furgone nero e portato in questura.
"Come atteggiamento sospetto?" chiesi io un po' risentito.
"Allora lei vuole fare il furbo nè?" disse. "Lei camminava lentamente, e si è fermato due volte. Dove andava?"
"A passeggio"
"Ah sì, a passeggio? Lei va a passeggio senza cravatta? Da solo? E non tira dritto per la sua strada? Va così lentamente? E si ferma?
Mi tennero chiuso a chiave per una nottata intera, e intanto presero informazioni, ma non risultò nulla e mi rimandarono a casa con tante scuse.
"Ma anche lei, benedetto ragazzo" concluse il maresciallo del buon costume, paterno adesso. "Anche lei, girare così."

lunedì 22 novembre 2010

domenica 21 novembre 2010